
Gli abitanti di Dalegno hanno sempre difeso con forza la loro autonomia. Negli statuti del XVI secolo la comunità appare organizzata attorno alla vicinia, l’assemblea dei capifamiglia che amministrava il territorio comune, il comune, distinto dalle terre private, il diviso. Le decisioni collettive, le leggi e le nomine dei consoli erano espressione diretta della comunità: un modello di autogoverno locale di grande antichità.
Questa indipendenza si riflette anche nei rapporti, spesso conflittuali, con i paesi vicini. La secolare contesa per il monte Lavio, nell’attuale Val d’Avio, oppone Dalegno e Mù tra Trecento e Cinquecento per il diritto di pascolo. Nel 1371 la sentenza arbitrale — pronunciata dai potenti Federici, signori di Mù — assegna la vittoria ai loro concittadini, lasciando ai Dalignesi un rancore che la tradizione popolare tramanda per secoli.
I Federici, alleati dei Visconti di Milano, consolidano il loro potere in alta valle: nel 1412 Giovanni Federici ottiene dal duca Filippo Maria Visconti il titolo di Conte di Edolo e Dalegno. Ma la loro fortuna dura poco. Quando la Valle Camonica passa sotto la Repubblica di Venezia, la contea viene sciolta e i vecchi signori perdono autorità. Per la comunità di Dalegno è una sorta di riscatto: il ritorno alla libertà e all’autogoverno, che rimarranno tratti distintivi della sua storia.
Citazione
«Dictus mons de Lavio… sit et esse debet communis et hominum de Mu… et quod debeant permittere dictos homines et commune de Mu pacifere possidere dictum montem tamquam rem suam propriam.»
Sententia inter commune Daligni et commune de Mù, 16 novembre 1371
Itinerario: Da Malga Caldea ai Laghi d’Avio
Un percorso su strada asfaltata che conduce nella parte alta della Val d’Avio. Proseguendo si arriva al Rifugio Garibaldi e al Ghiacciaio dell’Adamello.
L’accesso alla Malga Caldea è consentito anche in macchina.
